Assegno divorzile: il richiedente deve dimostrare che la convivenza non ha migliorato le sue condizioni economiche

Con la sentenza n. 6051 del 4 marzo 2021, la Cassazione è tornata a pronunciarsi sulle condizioni che legittimano il riconoscimento dell’assegno divorzile, concentrandosi in particolare sull’ipotesi di nuova convivenza dell’ex coniuge richiedente l’assegno.

Il caso trae origine dal ricorso in appello proposto dall’ex marito che, contestando l’assenza di prove sulla debenza dell’assegno divorzile, evidenziava l’omessa valorizzazione della convivenza di fatto ultradecennale intrattenuta dall’ex moglie con il nuovo compagno. La Corte d’Appello accoglieva le doglianze proposte dall’appellante e contro tale pronuncia proponeva ricorso in Cassazione l’ex moglie.

Chiamata a decidere sulla questione, in punto di diritto, la Corte di Cassazione si concentra sulla sussistenza della convivenza more uxorio tra l’ex moglie ricorrente e il nuovo compagno; convivenza qualificata dai caratteri della stabilità, regolarità e continuità visto che si trattava di una convivenza di lunga durata, che si è protratta senza soluzione di continuità in tutti i domicili presso i quali la coppia si è trasferita.

I giudici ricordano che, secondo la giurisprudenza di legittimità, con riferimento alla solidarietà economica tra conviventi, “si presume che le disponibilità economiche di ciascuno dei conviventi more uxorio siano messe in comune nell’interesse del nuovo nucleo familiare, restando tuttavia salva la facoltà del coniuge richiedente l’assegno di provare che la convivenza di fatto non influisca in melius sulle proprie condizioni economiche e che i propri redditi rimangano inadeguati (Cass., Sez. 1, n. 16982 del 2018). La Corte d’Appello ha escluso con giudizio di fatto insindacabile l’esistenza di tale prova e, conseguentemente, il diritto all’assegno di divorzio”.

Pertanto, il coniuge richiedente l’assegno divorzile, che ha in essere una nuova convivenza stabile, regolare e continuativa, per vedersi riconosciuto il diritto dovrò dare prova che la convivenza di fatto non ha migliorato le proprie condizioni economiche.

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